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Mi sono sottoposto ad una tricopigmentazione errata, cosa faccio?

Una buona parte dei casi che riceviamo ha un problema di pigmentazione mal riuscita o completamente disastrosa eseguita presso altri centri o operatori. Riteniamo sia quindi doveroso spendere alcune parole su cosa si può fare per risolvere un lavoro mal eseguito o ancora meglio prevenirlo.

Le cause di una tricopigmentazione con esito non soddisfacente o disastroso

La cute del cuoio capelluto è particolarmente delicata se comparata a quella di altri distretti corporei. Per questo motivo le vecchie tecniche di micropigmentazione si sono evolute garantendo un effetto di alta precisione che consente di pigmentare questo tipo di pelle mantenendo una elevata definizione. La tricopigmentazione è una disciplina specifica che non può essere emulata con le tecniche di trucco permanente o peggio di tatuaggio classico.
Tuttavia è frequente che alcuni operatori di trucco permanente e tatuaggio tradizionale, tentino di realizzare effetti di tricopigmentazione senza la dovuta formazione. In questo caso gli esiti saranno disastrosi. Ci si rivolge a questi operatori, piuttosto che ad un tricopigmentista qualificato spesso per motivi di basso costo o per passaparola o ancora perchè sono operatori presenti nella propria zona. L’esito di tali trattamenti è quasi sempre disastroso: nel peggiore dei casi il soggetto viene trattato con pigmenti definitivi (e senza alcuna garanzia sulla sicurezza del materiale utilizzato) con un effetto che rimane a vita e che può essere rimosso solo dopo molte sedute di laser.
La terapia di rimozione laser andrebbe sempre prevenuta dato che la rimozione con questo strumento richiede una spesa importante, sedute spesso molto dolorose e numerose.
Perchè un operatore generico non può realizzare un buon effetto di tricopigmentazione? Gli operatori non specializzati non hanno le competenze, l’attrezzatura, l’esperienza e i materiali per ottenere questo tipo di effetto. Basti pensare che l’ago di un tatuatore penetra fino a 3-4 volte più in profondità di quello da tricopigmentazione, depositando il pigmento in uno strato cutaneo che non è in grado di trattenerlo correttamente: entro pochi giorni si creerà una macchia.

Ecco di seguito qualche caso tipico di tricopigmentazione errata:

  1. Tricopigmentazione permanente con allargamento dei punti e viraggio del colore
  2. Tricopigmentazione con effetto a chiazze e attaccatura innaturale
  3. Pigmentazione della cicatrice con mega-dots permanenti e semipermanenti

Nel primo caso il cliente si presenta con una pigmentazione non uniforme. L’effetto è visibilmente innaturale a causa dei punti di pigmento che si sono allargati e sfocati. In presenza di questo fenomeno si può notare anche un viraggio di colore verso il blu o verde. L’utilizzo di pigmenti scadenti può generare una scomposizione dei colori, soprattutto se il pigmento si espande dalla sede di deposito, generando un punto allargato.
La correzione dell’effetto dipende dall’intensità dei punti: laddove l’effetto non risulti troppo marcato è possibile neutralizzare il vecchio pigmento con una pigmentazione in negativo e rieseguire una corretta tricopigmentazione quando il vecchio colore è attenuato. Nel caso in cui i punti espansi siano troppo intensi/allargati è necessario ricorrere alla rimozione laser.

Nel secondo caso il cliente arriva con un effetto non omogeneo: in questo caso è possibile che sia stato realizzato da operatori qualificati ma con poca esperienza. L’attaccatura risulta in genere netta e marcata, spesso asimmetrica e innaturale rispetto alla morfologia del viso. In genere la pigmentazione non è troppo intensa e la correzione può essere eseguita con pigmentazione in negativo e tricopigmentazione classica.

Nel terzo caso abbiamo una cicatrice trattata da un operatore di tatuaggio classico o trucco permanente con effetto macchia/punto allargato. L’operatore che ha causato il danno estetico probabilmente non ha valutato l’idoneità della cicatrice al trattamento e/o non ha utilizzato una strumentazione corretta. Le cicatrici sono indubbiamente più problematiche da trattare rispetto alla pelle sana, pertanto è importante rivolgersi ad un tricopigmentista preparato per il trattamento di questa zona. Anche qui, una cicatrice che presenta pigmentazione con punti intensi e allargati, dovrà essere trattata prima di tutto con rimozione laser.

Prevenire è meglio che curare, anche in tricopigmentazione

Valutare bene l’operatore al quale ci si affida è un aspetto di primaria importanza. Il percorso di correzione di pigmentazioni errate non è mai piacevole, rapido ed economico. Spesso per risparmiare si finisce in questo tipo di problematica, ma è bene tenere presente che la tricopigmentazione a basso costo può nascondere spesso questo tipo di insidie. E’ fondamentale verificare la qualifica dell’operatore a cui ci si affida, visionare dal vivo dei casi trattati e chiedere che tipologia di pigmento venga utilizzato, soprattutto richiedendo conferma che il pigmento sia riassorbibile e non permanente, poichè il danno estetico prodotto da quest’ultimo può essere risolto soprattutto con trattamento laser.

 

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