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Tricopigmentazione: quello che non ti dicono

La tricopigmentazione, disciplina specialistica di micropigmentazione del cuoio capelluto, è ancora un campo molto giovane e pertanto poco conosciuto. Attorno alla tricopigmentazione aleggiano fantasie e disinformazione, lasciando molta confusione a chi vi si rivolge per la prima volta. Spesso questa disinformazione costa cara, non solo in termini economici, ma soprattutto in termini di risultato estetico disastroso.

INFORMARSI PRIMA DI TUTTO

Presso il nostro studio arrivano regolarmente persone trattate da operatori terzi che hanno subito interventi disastrosi e pertanto decidiamo di scrivere questo articolo con l’obiettivo di sfatare alcune fantasie, ma soprattutto di informare e quindi tutelare tutti coloro che potrebbero effettuare dei trattamenti di tricopigmentazione presso strutture e operatori non qualificati, riportando danni estetici importanti, spesso non completamente risolvibili.

  1. Risultato completo in 1 sola seduta?

Il cuoio capelluto è composto da una tipologia di cute particolarmente delicata in fatto di pigmentazione. Ogni seduta di tricopigmentazione può raggiungere una certa densità ma non quella massima che si ottiene con l’effetto finale. Quando un operatore dichiara di raggiungere un effetto di copertura intensa e completa in 1 sola seduta, il risultato è certamente disastroso e spesso da correggere con un percorso di rimozione laser di svariati mesi e una nuova pigmentazione di recupero.

  1. La tricopigmentazione permanente conviene?

Si tratta di una tricopigmentazione non diversa per metodologia da quella semipermanente, ma che utilizza sostanzialmente un pigmento classico da tatuaggio corporeo. L’effetto a breve termine dipende dalla qualità e viscosità del pigmento utilizzato: si può ottenere un effetto accettabile o di scarsa qualità. In ogni caso l’evoluzione a lungo termine è sempre pessima, in quanto il pigmento permanente invecchia nella cute e si scompone, dando vita ad un effetto sfocato e un cambiamento di colore sul verdastro o bluastro. I mantenimenti sono distanti nel tempo, ma anche qui si tratta di ritocco che è destinato a durare poco e che ripetuto nel tempo satura la pelle di pigmento creando un effetto spiacevole e innaturale.

  1. Il pigmento semipermanente dura poco?

I trattamenti con pigmento semipermanente garantiscono un ricambio del colore a medio/lungo termine poiché il sistema immunitario a distanza di molti mesi/qualche anno, lo smaltisce completamente. Il colore durante il mantenimento si rinnova e rimpiazza quello vecchio riassorbito, garantendo la presenza di un colore che non invecchia. Spesso si incorre in una impropria divulgazione della bontà del pigmento permanente, specie dagli operatori che trattano quello permanente, sentendo parlare di colore che si riassorbe subito e l’effetto svanisce in qualche settimana.
La verità sulla tricopigmentazione semipermanente è che, nel momento in cui si utilizza un pigmento raffinato di alta qualità, questo rimane nella cute e non subisce grandi modificazioni nei mesi successivi. Può accadere invece che una fascia ristretta di persone, in base alla nostra esperienza, possiedano una particolare condizione della cute (tessuto cicatriziale, dermatiti, aree ipervascolarizzate, spessore dell’epidermide, ecc.) e una elevata presenza/reattività del sistema immunitario, per cui si verifichi una lieve attenuazione del colore in alcune zone. Questa condizione non è arreca particolari disagi e si risolve nel breve termine col ritocco supplementare, il quale andrà a saturare anche queste piccole aree più problematiche.

  1. L’effetto è realistico?

Il livello di naturalezza dell’effetto conferito da questo tipo di micropigmentazione è l’aspetto centrale per chi si vuole sottoporre al trattamento. Gli effetti realizzati dai diversi operatori e strutture non sono tutti uguali: tralasciando gli operatori improvvisati o poco qualificati e relativi risultati fallimentari, il risultato ottenibile con un trattamento di tricopigmentazione è variabile e dipende da alcuni fattori: la metodologia, le attrezzature e i pigmenti, la mano, il gusto e l’esperienza dell’operatore. Costi elevati non garantiscono necessariamente i migliori risultati, ma spesso costi troppo bassi sono connessi ad una scarsa professionalità del professionista e scarsa qualità dei materiali utilizzati.
La micropigmentazione del cuoio capelluto può raggiungere risultati sorprendenti ma è necessario un lavoro impeccabile che tiene conto di innumerevoli variabili. Per questo motivo l’unico modo di essere certi della qualità/realismo del lavoro di un operatore è quello di visionare casi già trattati, in foto ad alta definizione o ancora meglio di persona.

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